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                         Michele Di Toro inizia la sua carriera di pianista con una formazione accademica che, giungendo sino ai corsi di alto perfezionamento interpretativo, dall’ambito della musica colta del vecchio continente, si apre al Ragtime, alle grandi pagine dei pianisti dello stride jazzistico e, soprattutto, attraverso il fascino esercitato da Jarret, all’improvvisazione.
Il giovane pianista abruzzese ha trovato la propria strada diventando un jazzista europeo, è un musicista dotato di una sensibilità musicale e tecnica straordinarie che, supportate da grande fantasia, riesce a far dialogare sempre, nelle sue composizioni, il passato, il retaggio classico preso come spunto per realizzare improvvisazioni dalle quali filtra la citazione, più o meno velata, delle fonti di ispirazione.
In un percorso che il pianista ha già in mente, Mozart e Chopin, passando per Beethoven e Liszt, fino a Duke Ellington, legati da un filo impercettibile, convivono in un caleidoscopio di suoni mirabilmente orchestrati.
La sua è una tecnica brillante, uno swing pulsante, un suono chiaro accompagnati da un gusto armonico profondo e notevole capacità ritmica che affascina sempre con esecuzioni di alto livello in cui la tensione creativa e la capacità interpretativa accendono il fuoco dell’emozione in chi ascolta.
Per queste doti notevoli è stato riconosciuto talento musicale da Maurizio Pollini, Enrico Pieranunzi, Paolo Fresu, Enrico Intra, Claudio Ricordi, solo per citarne alcuni, è sicuramente un genio musicale dall’estro sconfinato che, proiettandosi al di fuori di territori sonori più diversi, fa dell’arte dell’improvvisazione, l’essenza della propria invenzione pianistica.
Fondere Mozart con Modugno, i Beatles e Bach riprendendo temi musicali e farne un nuovo accattivante e geniale “sound” non è un traguardo facile da raggiungere.
La testimonianza di platee che si sentono coinvolte e dialogano con Michele durante i suoi Concerti è una prova tangibile di come il suo stile faccia presa sul pubblico di ogni genere.
Il Maestro Michele Di Toro, nei suoi concerti, invita idealmente il pubblico ad aprire il proprio cuore alla musica, alla sua musica, dettando il ritmo del cuore e la sinfonia dell’anima, elargendo, all’unisono, un fiume di note in grado di creare un simbolico circuito di eccellenza emozionale.
La figura del Maestro Michele Di Toro si specchia in una delle affermazioni a lui più care: ….” Ad ogni fase della vita è abbinata una musica in grado di evocare sogni, sorrisi, cambiamenti. Considerare la mia musica, nel suo ascolto, quale interfaccia della riflessione dell’anima, proietta il proprio sé nello spazio e nel tempo della gioia” … Michele Di Toro
 
 
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